C’è una linea sottile che unisce le radici personali alle traiettorie artistiche più autentiche. Nel caso di Andrea Cappellato, in arte Delarosa (classe 1993), producer house dalle forti influenze latine originario di Rovigo, questa linea è fatta di famiglia, resilienza e un amore viscerale per la musica che attraversa generi, confini e continenti.
Le origini: ritmo, famiglia e identità
Il primo incontro con la musica avviene prestissimo. A soli quattro anni, Delarosa inizia a suonare un djembe, regalo del padre Oscar Cappellato, figura molto conosciuta nel territorio polesano sia per la storica trattoria Antichi Sapori sia per il suo passato da appassionato cultore di musica rock. Un’infanzia immersa nei suoni, nei ritmi e in un ambiente dove la musica non è mai stata solo sottofondo, ma linguaggio quotidiano.
Il punto di svolta: la musica come salvezza
Il vero spartiacque arriva nel 2014, anno segnato da un evento drammatico: un grave incidente che coinvolge la madre, investita da un’auto. Un trauma profondo che cambia prospettive e priorità. È in quel momento che Andrea trova nella musica una via di fuga e, allo stesso tempo, uno strumento di ricostruzione personale. Si dedica completamente al beatmaking, producendo tracce hip hop, trap e urban, canali espressivi diretti, istintivi, necessari.
La chiamata latina: Santo Domingo come seconda casa
L’apertura verso le sonorità latino-americane nasce dall’incontro con Stevenson Del Rosario, primo a credere nel suo potenziale e a incoraggiarlo a produrre con maggiore consapevolezza. A suggellare questa connessione arriva un viaggio di quattro mesi a Santo Domingo, esperienza destinata a lasciare un segno indelebile. La Repubblica Dominicana diventa per Delarosa una vera e propria seconda casa, un luogo dell’anima che influenza profondamente il suo approccio musicale, arricchendolo di groove, percussioni e calore esotico.
Il sodalizio con CiRi
Dal 2016 un altro nome diventa centrale nel suo percorso: Luca Cirigliano, in arte CiRi. Rapper e artista anch’egli di Rovigo, è più di un semplice collaboratore: è un compagno di viaggio. Insieme condividono idee, visioni e produzioni, dando vita alla maggior parte dei progetti firmati Delarosa e costruendo un’identità artistica coerente e riconoscibile.
La maturità artistica e la club culture globale
Negli anni più recenti, Delarosa consolida il proprio sound orientandolo verso la club culture internazionale. Il 2025 segna un passaggio fondamentale: il 5 settembre esce “BATE (Radio Edit)”, in collaborazione con il DJ No One, pubblicato dalla label internazionale Houseyounite Records. Un brano afro-house pensato per incendiare radio e dancefloor.
Pochi giorni dopo, il 19 settembre 2025, arriva “Move”, traccia latin-tech house pubblicata dall’etichetta MNML MVMNT. Due release che ricevono supporto da DJ internazionali e trovano spazio in playlist elettroniche specializzate, confermando la crescita e la credibilità del progetto Delarosa nel panorama elettronico globale.
Dai social alla visione artistica
Parallelamente alla produzione musicale, Delarosa racconta il suo percorso anche sui social. Prima con il progetto DONDADAZ, nato su TikTok insieme al socio e amico OUTJOE, dove remix e creatività diventano strumenti di visibilità. Oggi, il focus è interamente sul progetto DELAROSA, coordinato e supportato da Guerilla Crew, la sua attuale etichetta.
Un tassello fondamentale di questa visione è Radio Exotica: al momento una playlist, ma nelle intenzioni di Delarosa un vero e proprio contenitore culturale destinato a crescere e a trasformarsi in qualcosa di molto più ambizioso.
Lo sguardo al futuro: Europa, oltreoceano e Ibiza
La musica, per Delarosa, non è mai stata una moda passeggera, ma una necessità. Con lo sguardo rivolto al 2026, l’obiettivo è chiaro: espandere il proprio sound in Europa e oltreoceano, affermarsi come headliner in eventi e festival di rilievo e, soprattutto, realizzare il sogno più intimo e simbolico: suonare all’Ushuaïa di Ibiza, uno dei club più iconici al mondo.
Un traguardo che appare sempre meno lontano per un artista che ha trasformato pane, sogni e musica in un linguaggio universale, capace di parlare a chiunque sappia ascoltare il battito profondo del ritmo.