La rinascita artistica di Nicolò Grotto, tra vinili, visione e libertà creativa
In un panorama elettronico in continua trasformazione, dove spesso l’identità rischia di essere soffocata da mode e algoritmi, Lowni rappresenta un esempio raro di autenticità. Dietro questo nuovo alias si cela Nicolò Grotto, classe 2000, originario di Vicenza, che ha fatto dell’evoluzione personale la sua più grande forma d’arte.
La sua storia parte nel 2013, quando a soli 13 anni resta folgorato dall’energia del DJ francese David Guetta e dall’esplosione della scena EDM. È il punto d’origine di un percorso che lo porta, tre anni più tardi, a esibirsi nei locali del Veneto, costruendo passo dopo passo una presenza capace di catturare l’attenzione del pubblico.
Roma, la svolta decisiva
Il 2019 segna l’inizio di un nuovo capitolo. Grotto si trasferisce a Roma, città che lo mette a contatto con producer, club e contaminazioni sonore che cambieranno profondamente il suo percorso. E poi arriva la pandemia. Per molti una pausa forzata, per Nicolò un’occasione per scoprire il suo vero potenziale e dedicarsi totalmente alla produzione.
Nasce così il progetto KOLONI, un’identità sonora che trova forma nella Melodic Techno, alimentata da una passione viscerale per strumenti come il Moog Sub 37 e l’Hydrasynth, scintille che accendono la sua creatività.
Con la fine delle restrizioni inizia ad esibirsi in alcuni tra i luoghi più iconici della capitale: Sanctuary, Parco Schuster, e soprattutto Villa Ada, dove apre i set di artisti del calibro di Daddy G e Octave One.
A fine 2023 arriva anche il primo traguardo discografico: “Ethnos”, pubblicato su Trippy Code.
La crisi che diventa rinascita
Il 2025 porta con sé una scossa profonda: una vera e propria crisi esistenziale che mette in discussione tutto. È il momento di fermarsi, guardarsi dentro e comprendere cosa desidera davvero. Ed è così che Nicolò decide di cambiare completamente direzione: abbandona la sua identità precedente e torna al suo primo, grande amore.
La risposta è chiara: Tech House. Nello specifico, una Minimal Tech House pulita, groovy e ricercata.
Nasce così Lowni, il nuovo capitolo della sua storia.
Lowni: non un DJ, ma un brand

Con questo rebranding, Nicolò non vuole più essere “uno dei tanti DJ”. Con Lowni costruisce un vero progetto artistico e comunicativo, che comprende:
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una visione precisa del proprio tone of voice
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un’identità estetica riconoscibile
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una narrazione coerente
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un forte utilizzo dei vinili, al centro della sua filosofia e dei suoi contenuti
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una community coinvolta e valorizzata
I suoi set diventano un viaggio emotivo, modulato sul mood delle persone e della location. Lowni vuole vivere il dancefloor da vicino, respirare le energie del pubblico, creare connessioni autentiche.
Non sorprende, infatti, che preferisca i club intimi ai palchi enormi: “Meglio un locale da 200 persone in cui sento ogni vibrazione, che un mainstage da 5000 in cui il contatto umano si perde”, racconta.
Una filosofia semplice, ma potente
La crescita di Lowni si basa su tre principi fondamentali:
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Vivere la vita al 100%, senza paura del giudizio, agendo sempre nel presente.
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Circondarsi di persone positive, con la stessa energia e ambizione. In musica non ci sono rivali: “siamo tutti sulla stessa barca”.
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Mettere la community al centro, rimanendo umili e accessibili.
Una visione che rispecchia perfettamente la voglia di libertà e autenticità di una nuova generazione di artisti elettronici.
Guardando avanti: nuovi singoli, remix e progetti
Il futuro di Lowni è già tracciato.
Nel 2025 sono in programma:
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tre nuovi singoli inediti
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un remix ufficiale di “Work It” dei Soulwax
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una serie di eventi tra Veneto e Roma, città che continua ad adottarlo e sostenerlo
E non solo. Lowni vuole consolidare Blackroom, un progetto nato in collaborazione con il DJ romano Ayro e gli Snap Studio: uno spazio pensato per dare voce e visibilità a DJ e musicisti, una vera “stanza creativa” dove la musica può essere raccontata senza filtri.
by: EDM Universe | DPJ & Vezzart Music